Finale Ligure e Unione Provinciale Albergatori (UPA): insieme per un territorio SICURO

Tamponi rapidi per determinate categorie ritenute più vulnerabili.
Questa la campagna finanziata dalla Città di Finale Ligure ad inizio anno, volta ad ottenere uno screening più preciso della diffusione della pandemia e promuovere il territorio come destinazione “sicura” e controllata.
Dopo mesi di chiusure, restrizioni e mancati introiti, la Città dà voce ai protagonisti del settore turistico che intendono unire le forze per rialzarsi e prepararsi alla prossima stagione.

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Parte I
Intervista a Andrea Oliveri, Presidente della delegazione UPA (Unione Provinciale Albergatori) Finale Ligure e Varigotti

  

Finale Ligure – 22 Febbraio 2021. A partire da gennaio 2021, la Città di Finale Ligure finanzia la campagna di tamponi rapidi nell’ambito delle azioni di prevenzione rispetto all’emergenza sanitaria, rivolta a determinate categorie ritenute più sensibili e vulnerabili.

Il progetto “Tampone Rapido per la Città” – realizzato grazie alla collaborazione con il Consorzio Liguria Salute e con la partecipazione attiva di Finale Salute – intende effettuare uno screening quanto più attuale e preciso possibile della situazione dei contagi, soprattutto per quelle categorie che, per ragioni di servizio e lavoro, sono a contatto con numerose persone e quindi a rischio contagio.

Oltre alle categorie evidenziate dal Comune, sono molte le attività produttive e gli esercenti del finalese che hanno accolto favorevolmente il progetto (tra cui alberghi, stabilimenti balneari e attività commerciali, bar e ristoranti) che si sono mostrati più che disponibili nell’effettuare il tampone rapido per garantire sicurezza e fiducia sia al proprio personale che alla propria clientela.

La Città di Finale Ligure ha dato voce alle associazioni di categoria del settore turistico locale che, dopo mesi di chiusura e di mancati introiti, intendono unirsi per affrontare questo momento e risollevandosi dalla crisi pandemica.

Incontro con: Andrea Oliveri, Presidente della delegazione UPA (Unione Provinciale Albergatori) Finale Ligure e Varigotti

D: Com’era la situazione pre-pandemica del finalese, in ambito turistico e ricettivo?
R: La promozione turistica di Finale Ligure e del finalese era in assoluto divenire, soprattutto per quanto concerne la destagionalizzazione della destinazione, conosciuta da molti solo come località marina. Grazie ai numerosi sforzi e agli investimenti realizzati in questo ambito, era finalmente anche riuscita ad essere apprezzata quale meta outdoor d’eccellenza, essendo palcoscenico perfetto per chi desidera una vacanza all’insegna dello sport, grazie alla possibilità di praticare numerose attività all’aria aperta, soprattutto fuori stagione, combinando cultura, tradizione e storia.

D: Quale sarà il futuro per la categoria degli albergatori del finalese?
R: Il futuro è sicuramente incerto: durante le passate festività natalizie sono state molte le restrizioni che ci sono state imposte e sicuramente il turismo e le strutture ricettive ne hanno risentito particolarmente. Quest’anno la situazione pareva potesse essere diversa con l’inizio della campagna vaccinale, ma il sentore e il sentimento di molti invece è di assoluta incertezza sul futuro.

D: L’inverno sta per concludersi e, a causa della pandemia che ha coinvolto l’Europa e il mondo intero, è venuto meno anche un turismo particolarmente caro a voi, quello estero.
R: L’estate 2020, seppur breve, ha comunque permesso a diverse attività di lavorare. Ma una destinazione come la nostra, votata alla destagionalizzazione e, quindi, alla possibilità di operare tutto l’anno si trova ora a dover fare i conti con questa situazione, soprattutto perché è venuta a mancare una buona parte di introiti provenienti dal turismo estero.

D: Come prevede che potrà essere la prossima stagione estiva?
R: È difficile fare previsioni e non ce la sentiamo neanche di farle: non vogliamo darci e dare false speranze e, come tutti, cerchiamo di vivere alla giornata, senza guardare troppo avanti. Ma non riusciamo nemmeno pensare ad un futuro più prossimo, perché risulterebbe ancora più difficile dover – all’ultimo minuto – annullare, cancellare o non poter neanche riaprire determinate realtà locali per ii cambi repentini di colore della Regione, come accaduto nel weekend di San Valentino. 

D: Lei stesso è anche albergatore, proprietario dell’Hotel Holiday di Varigotti. Con l’avvicinarsi della Pasqua, si può pensare ad una riapertura ed un primo tentativo di ripartenza?
R: Abbiamo ricevuto qualche telefonata ma per lo più sono clienti che richiedono informazioni o si accertano della situazione locale. Sembrano più spaventati, forse perché dopo un anno così duro e difficile, non sono particolarmente fiduciosi nel futuro e la Pasqua – ormai alle porte per chi come me lavora nel settore turistico – non è attualmente il primo pensiero per turisti né locali né nazionali.

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