29 APRILE 2019

I misteri dell’altopiano andino

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Buenos Aires, la Penisola Valdes, la Patagonia, la Fin del mundo, le Cascate di Iguazù: queste sono le tappe più celebri e conosciute che chiunque si rechi in Argentina per la prima volta non vuole (e può) perdere. Ma c’è un’altra Argentina, meno conosciuta, ancora più intrigante, che rimane ai margini delle principali rotte turistiche e lontana da ogni stereotipo: un tesoro nascosto che merita assolutamente di essere scoperto.
Ecco i 10 highlights imperdibili!

  1. Montagna di Hornocal: verde, rosso, viola, giallo, rosa, queste montagne hanno i colori dell’arcobaleno! Formazioni naturali che devono le loro originali colorazioni ad una particolare stratificazione rocciosa che risalta alla luce del sole. Qui non sono solo le rocce ad essere stratificate, ma anche la storia: la valle dove si trova la catena montuosa dell’Hornocal è infatti abitata da oltre 10 mila anni e ha ospitato le prime popolazioni di cacciatori raccoglitori, quindi alcune popolazioni indigene, poi gli Inca ed infine i colonizzatori spagnoli.
  2. Salinas Grandes: a oltre 3500 metri di altezza si trova uno dei paesaggi più belli della Puna, un deserto bianco e croccante, una distesa di esagoni candidi a perdita d’occhio: sono le saline, che come un miraggio si rivelano in tutta la loro accecante bellezza. Sul piano salnitroso si aprono poi delle piccole piscine turchesi, “occhi d’acqua” che riflettono il blu del cielo.
  3. Deserto del Labirinto: quasi un angolo di Sahara fra le Ande! Questo deserto però è formato da rugose dune fossili di argilla rossa, un dedalo di formazioni erose dal vento attraverso cui si incunea la pista che state percorrendo per raggiungere il villaggio sperduto di Tolar Grande. Bellissimo e un po’ inquietante.
  4. Una serie infinita di vulcani di oltre 6000 metri: a pensarci fa una certa impressione, ma le montagne che si stagliano all’orizzonte, dietro il villaggio di Tolar Grande, sono tutti vulcani. Li accomunano la caratteristica forma conica e l’altezza: tante di queste vette raggiungono infatti i 6000 metri d’altezza.
  5. Villaggio fantasma di Mina Casualidad: tra i grandi salar multicolori si trova il villaggio di Mina Casualidad, fondato attorno al 1952 ed abbandonato nel 1979. Qui si lavorava e si raffinava lo zolfo estratto a Mina Julia (4300 m-slm), e oggi rimangono solo i resti dell’impianto industriale e i muri delle case.
  6. Oasi di Antofalla: un autentico pueblo nel cuore delle Ande, una piccola comunità dove vivono, lontane da tutto, circa 20 persone. Fra le case in adobe si distinguono la chiesa e la piccola scuola, ma soprattutto alcuni alberi, autentica eccezione in questi ambienti desertici di alta quota!
  7. Deserto di Campo Piedra Pomez: un deserto di dune bianche e di pietra pomice pura, formatosi in seguito ad un’esplosione vulcanica di tipo pliniana: la colonna di ceneri ardenti ha oltrepassato la stratosfera e, una volta raffreddata, è ricaduta sulla terra in gigantesche colate. Un luogo unico al mondo, un paesaggio di enormi forme rocciose erose dal vento dove è possibile esplorare una geologia sorprendente.
  8. Rovine di Quilmes: in mezzo ad una spianata punteggiata di cactus, si trovano i resti di un antico insediamento “quilmes”, una civiltà preincaica vissuta in quest’area a partire dal 1000 d.C. I Quilmes furono assediati e deportati dagli spagnoli nel ‘600 e nel 1812, morti gli ultimi discendenti, furono dichiarati estinti. Oggi, di questa misteriosa civiltà, rimangono le rovine delle case, alcuni muretti a secco e rari terrazzamenti: un luogo suggestivo, che custodisce la memoria di un popolo importante e poco conosciuto.
  9. Cafayate e il vino d’altura: la cittadina di Cafayate, che prende il nome dall’omonima tribù che abitava le Valles Calchaquíes prima dell’arrivo dei conquistadores spagnoli, è celebre per le sue cantine e le sue aziende vitivinicole. La superficie coltivata a vite comincia ad un’altitudine di 1.500 metri e si estende fino ai 3.100 metri dell’Estancia Colomè, in un’area a scarsissima umidità dove le piogge sono rare e il paesaggio si tinge di magia. Il vino più caratteristico coltivato nella regione è il torrontés, un vino secco, con sapore di moscato, e si può assaggiare nelle tante bodegas che offrono degustazioni.
  10. Quebrada de las Conchas e Quebrada de las Flechas: la strada che da Cafayate conduce a Molinos passa attraverso due aree che, oltre ad essere spettacolari, sono di grandissimo interesse geologico. La Quebrada de las Conchas è una sorta di canyon di rocce rosse levigate dal vento, una concatenazione di comignoli, gole e pareti rocciose che si stende per oltre 50 km. Non distante si trova la Quebrada de las Flechas, una serie di formazioni rocciose aguzze ed inclinate come lame, che formano strette gole con pareti alte anche 50 metri. Un paesaggio lunare e arido, di grande fascino, dove il silenzio regna incontrastato.
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