“Noi non siamo dinosauri”

Un’interessante riflessione da parte di uno degli operatori italiani che hanno fatto del tailor-made e dell’attenzione al cliente e all’ambiente non solo una policy aziendale ma un modus operandi imprescindibile. Earth Cultura e Natura, guidato da Bruno Gaddi, oggi pone l’accento su quanto dichiarato negli ultimi giorni da alcune grandi testate giornalistiche:

“Fallimento Thomas Cook, i dinosauri del viaggio organizzato hanno perso il treno di internet” cit. www.dagospia.com

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Il caso eclatante del fallimento di Thomas Cook ha aperto un’importante riflessione sul mondo del turismo, il cui mercato è stato particolarmente colpito da start up e colossi 4.0 fin dall’inizio del nuovo millennio.

La domanda cruciale che ci si pone è: nel 2019 i tour operator hanno ancora ragione di esistere? Earth Cultura e Natura ha una sua visione precisa sul futuro del tour operating e non è di sicuro negativa, perché, proprio in uno scenario come quello attuale, l’essere piccoli e boutique diventa un punto di forza.

Le parole chiave sono tailor made, qualità, affidabilità e conoscenza, relazioni, idee e punti di vista innovativi che mirano ad una fidelizzazione e specializzazione del viaggiatore/cliente.

La rivoluzione digitale ha sicuramente disintermediato in gran parte l’offerta turistica, ma non può essere considerata solo come un nemico. La tecnologia è un benefit per tutti, non solo per comunicare e accorciare le distanze tra noi e i nostri partner locali, dato che la nostra professione ci impone numerosi obblighi, tra i quali il più impegnativo è l’assistenza. Grazie alla tecnologia, infatti, è oggi possibile monitorare i nostri clienti in viaggio in tempo reale, garantire un’assistenza costante e poter contare su tempi di reazione veloci, laddove ci sia da intervenire per risolvere problemi in ogni parte del mondo.

L’affidabilità è, ripetiamo, uno dei benefici principali del viaggiare con un piccolo operatore, le cui coperture assicurative, studiate per intervenire per qualsivoglia imprevisto possa accadere, rappresentano un aspetto importante e irrinunciabile del pacchetto.

Essere piccoli in un mondo di grandi squali poteva averci parzialmente penalizzato in passato, ma oggi siamo sempre più convinti di essere sulla strada giusta – afferma Bruno Gaddi, titolare di Earth, che prosegue – le aziende medio-piccole come le nostre non sono fatte di numeri ma di persone. Siamo in grado di creare proposte stimolanti grazie al confronto con esperti e referenti locali costante, grazie a viaggi personali che ci hanno portato a testare le mete e i prodotti che proponiamo e grazie a micro-esclusività in alcune parti del mondo, che ci hanno resi diversi, alternativi, capaci di creare emozioni vere e non pacchetti precotti e uguali sempre e per tutti”.

In questo quadro, allora diventa fondamentale rinnovare il rapporto con gli agenti di viaggio, che deve essere basato sul reciproco sostegno. E fiducia. Non diffidenza e paura. “Spesso i turisti di oggi si muovono alla ricerca di status symbol o della perfetta inquadratura per Instagram – sottolinea Isabella Pillolo PM Earthecco allora che diventa necessario per l’operatore agire a monte sulla selezione della tipologia di viaggio da rilanciare alle agenzie, così da (ri)educare il consumatore finale, anche e soprattutto nel rispetto delle esigenze della destinazione e delle popolazioni autoctone, delle fragilità ambientali e delle criticità dei siti archeologici. Sono 30 anni che noi di Earth viaggiamo solo in piccoli gruppi, ora pare sia la nuova moda”.

L’operatore lecchese mira da sempre a presentare una proposta turistica che venga modulata per offrire al viaggiatore vere esperienze di vita e spunti culturali stimolanti, che tengano conto delle esigenze del turista stesso, della sua sicurezza e dei suoi desideri. Lo sforzo continuo che va perseguito è, quindi, quello di ascoltare e capire il cliente, per rimanere al passo coi tempi circa tendenze e necessità.

Per questo Earth ha consolidato la collaborazione con Lonely Planet Italia – con la partecipazione all’UlisseFest di Rimini e altre attività di co-marketing – alla ricerca di nuovi stimoli e riflessioni per un ambito in rapido e radicale cambiamento.

Noi non siamo dinosauri perché abbiamo scelto, rischiando ma, oggi, vincendo, una dimensione più piccola, più vicina non solo al cliente finale e alle sue esigenze ma, soprattutto, agli agenti di viaggio che, con realtà come la nostra, sanno di avere garanzie concrete non solo per la qualità e i contenuti dei viaggi, Non è una questione di mera assistenza h24 ma di prendersi cura del cliente dal momento in cui sale a bordo dell’aereo a quando torna, mantenendo quanto scritto in un contratto. Noi non siamo dinosauri perché siamo viaggiatori e di questo viviamo non solo per business ma anche per passione. É da qui che si deve ricominciare perché sono convinto – conclude Gaddi – che dalle macerie di Thomas Cook possa nascere una nuova era per il turismo, più attenta, più concreta, più sostenibile e inclusiva. Nuove opportunità. Non la fine”.

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